
Fin dagli antichi Romani ci sono tracce di questa forma di pane. La prima testimonianza scritta della piadina risale all’anno 1371, quando il cardinale Anglico de Grimoard, ne descrive la ricetta: “Si fa con farina di grano intrisa d’acqua e condita con sale. Si può impastare anche con il latte e condire con un po’ di strutto”.
La parola piada è attestata fin dal XVI secolo. Essa deriva dal greco pláthanon “piatto lungo, teglia”. La prima italianizzazione del termine dialettale romagnolo nella forma “piada” è dovuta a Giovanni Pascoli. Negli anni cinquanta e sessanta del Novecento era utilizzato, nell’italiano parlato dai romagnoli, il termine “pizza” (mentre la pizza vera era chiamata “pizza napoletana”). All’inizio degli anni settanta divenne invece prevalente l’uso del diminutivo piadina.
Oggi andremo a vedere come realizzare delle buone piadine in casa senza oli o grassi nell’impasto. La padella che ho usato in cottura ha un diametro di 24 cm.
Ingredienti (per quattro piadine):
- 400 g di farina (io uso quella di grano duro, perché mi piace il sapore che dà alla piada);
- 220 ml di acqua;
- 12 g di sale fino.
Sciogliamo il sale in acqua e aggiungiamo la farina. L’acqua può benissimo essere fredda, non c’è bisogno di riscaldarla. Impastiamo affinché il panetto prenda una superficie esterna bella liscia e poi lasciamolo a riposare una decina di minuti.
Dividiamo in quattro porzioni uguali il panetto. Cospargiamo con un velo di farina un ripiano e, usando un mattarello, stendiamo i quattro panetti finché non abbiano un diametro sufficiente a coprire il fondo della padella che vogliamo usare per cuocerli. Punzecchiamo con i rebbi di una forchetta la superficie delle piadine crude e cospargiamole con un sottilissimo velo di farina su entrambe le facce.
Padella rovente e su la prima piadina. Abbassiamo la fiamma al minimo e mettiamo un coperchio. In questo modo la piadina avrà il tempo di cuocere anche dentro, senza che perda tutta l’umidità e si asciughi troppo. Controlliamo spesso la cottura e giriamo da un lato e dall’altro, finché non raggiungiamo la doratura desiderata.
Man mano che le cuociamo, mettiamo le piadine una sull’altra e copriamole con un canovaccio, rimarranno calde e morbide.
Le piadine si possono conservare a lungo in frigo; potete farle quando avete tempo e poi mangiarle quando tornate la sera stanchi e non avete voglia, né tempo, di cucinare.
Un paio di suggerimenti per voi. Potete verificare che la padella sia sufficientemente calda bagnando un dito con l’acqua e facendo cadere qualche goccia nella padella, se si formano piccole goccioline che rimbalzano sulla superficie è perfetta. Infine, se decidete di optare per il grano duro, vi consiglio di bagnare il dito e passarlo lungo la linea immaginaria in cui andreste a piegare la piadina: umidificando la superficie non si spezzerà né si formeranno delle crepe, e non avrete nessun problema a condirla in seguito.
Per oggi è tutto, buona piadina e alla prossima 🙂